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Push Pull Legs: cos'è e come funziona (guida + scheda)

🗓️Programmi & Split5 minA cura della redazione GYM3
Push Pull Legs: cos'è e come funziona (guida + scheda)

Se hai passato le prime settimane in palestra facendo un po' di tutto ogni giorno, il Push Pull Legs (spesso abbreviato in PPL) è probabilmente il passo dopo. È uno dei modi più semplici e sensati per organizzare gli allenamenti, e funziona perché segue la logica naturale di come si muove il corpo. Ecco com'è fatto e come usarlo.

Cosa vuol dire Push Pull Legs

L'idea è dividere gli esercizi in tre gruppi, in base al movimento:

  • Push (spinta): tutto quello in cui spingi il peso lontano da te. Lavora petto, spalle e tricipiti (la parte dietro del braccio). Esempi: panca, spinte sopra la testa, piegamenti.
  • Pull (tirata): tutto quello in cui tiri il peso verso di te. Lavora dorsali (i muscoli larghi della schiena), bicipiti e la parte alta della schiena. Esempi: trazioni, rematore, tirate.
  • Legs (gambe): tutto il lavoro per la parte bassa. Quadricipiti (davanti coscia), femorali (dietro coscia), glutei e polpacci. Esempi: squat, stacchi, affondi, pressa.

Tre giornate, ognuna dedicata a una famiglia di movimenti. Semplice da ricordare e da seguire.

Perché funziona: i muscoli giusti insieme, e il recupero al posto giusto

Il motivo per cui questo schema è così usato è intelligente, non casuale. Quando spingi, petto, spalle e tricipiti lavorano già insieme in modo naturale: allenarli lo stesso giorno vuol dire colpirli tutti mentre sono "accesi", senza sprecare sessioni.

Ma il vantaggio più grande è il recupero. Un muscolo, dopo che lo alleni bene, ha bisogno di circa uno o due giorni per ripararsi e diventare più forte (è in quel riposo che cresce, non durante l'allenamento). Con il PPL, mentre alleni la spinta la tirata riposa; mentre alleni le gambe la parte alta recupera. Ogni gruppo lavora sodo e poi ha il suo tempo di riposo, senza pestarsi i piedi. È come far ruotare tre squadre: una gioca, le altre due recuperano.

Come distribuirlo nella settimana

Il PPL è comodo perché si adatta al tempo che hai.

  1. Tre giorni a settimana (Push, Pull, Legs). Ogni gruppo una volta a settimana. È la versione tranquilla, ottima se hai poco tempo o stai tornando dopo una pausa. Recuperi tanto, ma stimoli ogni muscolo una sola volta.
  2. Sei giorni a settimana (Push, Pull, Legs e di nuovo Push, Pull, Legs). Ogni gruppo due volte a settimana. È la versione più intensa, adatta a chi ha già un po' di esperienza e riesce a essere costante. Colpire ogni muscolo due volte a settimana, per chi riesce a gestirlo, tende a far crescere di più, perché lo stimolo arriva più spesso.

Puoi anche stare nel mezzo, per esempio quattro o cinque giorni, ruotando i tre allenamenti senza uno schema fisso. Non serve la perfezione, serve la costanza.

Una scheda di esempio

Ecco una traccia semplice per ogni giornata. I numeri accanto sono serie e ripetizioni (per esempio 3 serie da 8-12 ripetizioni). Scegli un peso che ti lasci una o due ripetizioni nel serbatoio, cioè che potresti ancora fare un paio di volte a fine serie.

Push (spinta):

  • Panca piana o spinte su panca: 3-4 serie da 6-10
  • Spinte sopra la testa: 3 serie da 8-12
  • Croci o aperture per il petto: 3 serie da 10-15
  • Estensioni per i tricipiti: 3 serie da 10-15

Pull (tirata):

  • Trazioni o lat machine: 3-4 serie da 6-10
  • Rematore: 3 serie da 8-12
  • Tirata per la parte alta della schiena: 3 serie da 12-15
  • Curl per i bicipiti: 3 serie da 10-15

Legs (gambe):

  • Squat o pressa: 3-4 serie da 6-10
  • Stacco rumeno (per femorali e glutei): 3 serie da 8-12
  • Affondi o step: 3 serie da 10-12
  • Polpacci: 3-4 serie da 12-20

Per chi è (e un consiglio per farlo bene)

Il PPL va bene per chi ha già passato le primissime settimane e vuole un ordine più chiaro. Per chi è proprio all'inizio, un programma che lavora tutto il corpo a ogni sessione, come questa full body, spesso rende di più; il PPL è un ottimo passo successivo.

Il consiglio che conta più di tutti: qualunque versione scegli, punta a migliorare un pochino nel tempo. Aggiungere una ripetizione, o un filo di peso, rispetto alla volta prima è ciò che spinge il muscolo a crescere. Questo si chiama sovraccarico progressivo, cioè aumentare la difficoltà a piccoli passi, ed è il vero motore dei risultati.

Per non perdere il filo, tieni traccia di ogni giornata: su un quaderno o su un registro come GYM3, dove quando apri il giorno di spinta, di tirata o di gambe ogni esercizio che hai già fatto parte dal carico consigliato sulla volta prima (prima aggiungi ripetizioni, quando le chiudi tutte sale di un gradino), e il numero lo cambi tu se oggi non è giornata. Se un amico ha già la sua scheda PPL, con Remix la prendi: i suoi esercizi, i tuoi pesi.

In breve

  • Il PPL divide gli allenamenti in spinta, tirata e gambe, seguendo i movimenti naturali del corpo.
  • Funziona perché allena insieme i muscoli che collaborano e dà a ognuno il suo tempo di recupero.
  • Fallo 3 giorni a settimana se hai poco tempo, 6 se sei costante e vuoi di più.
  • Usa la scheda di esempio e scegli carichi che ti lasciano una o due ripetizioni di riserva.
  • La chiave resta una: migliora un pochino ogni volta, e tieni traccia per non perdere il filo.

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